Situazioni diverse richiedono stili di leadership diversi, mentre non esiste un approccio di leadership che funzioni bene in tutte le occasioni. La verità è che dobbiamo adattare il nostro stile in base a ciò che siamo ed al contesto in cui stiamo operando.
La capacità di muoversi tra diversi stili di leadership è fondamentale. A volte, serve uno stile di leadership “trasformazionale” per stimolare ed ispirare collaboratori e follower a raggiungere risultati straordinari, e sviluppare le proprie capacità di leadership per evolvere e diventare leader a loro volta, allineando nel contempo gli obiettivi del gruppo e dell’organizzazione.
Al contrario, in altre situazioni, uno stile di leadership più direttivo e “transazionale” risulta più appropriato. In mezzo c’è la realtà con tante combinazioni possibili, in funzione dell’organizzazione, del contesto, dell’azienda, delle persone e delle caratteristiche del leader.
Leadership styles, Self-awareness
- One size does not fit all
- Bilanciare gli opposti
- Sii visionario, flessibile e disposto ad ascoltare
- Che cosa abbiamo imparato?
Situazioni diverse richiedono stili di leadership diversi, mentre non esiste un approccio di leadership che funzioni bene in tutte le occasioni. La verità è che dobbiamo adattare il nostro stile in base a ciò che siamo ed al contesto in cui stiamo operando.
La capacità di muoversi tra diversi stili di leadership è fondamentale. A volte, serve uno stile di leadership “trasformazionale” per stimolare ed ispirare collaboratori e follower a raggiungere risultati straordinari, e sviluppare le proprie capacità di leadership per evolvere e diventare leader a loro volta, allineando nel contempo gli obiettivi del gruppo e dell’organizzazione.
Al contrario, in altre situazioni, uno stile di leadership più direttivo e “transazionale” risulta più appropriato. In mezzo c’è la realtà con tante combinazioni possibili, in funzione dell’organizzazione, del contesto, dell’azienda, delle persone e delle caratteristiche del leader.
Ogni stile di leadership offre vantaggi ed insidie. Quelli di noi che fanno affidamento esclusivamente sull’autorità della propria posizione prima o poi finiranno nei guai, perché questo approccio non dà ai collaboratori la possibilità di crescere nel lungo termine. Inoltre, il contesto cambia troppo rapidamente perché sia sostenibile.
È sufficiente pensare a quanto velocemente siano cambiati i modelli di business, le tecnologie e le aspettative dei collaboratori; spesso non abbiamo a disposizione tutte le informazioni e le conoscenze necessarie per prendere buone decisioni.
Al contrario, se adottiamo un approccio aperto, condividendo il potere senza gestirlo, ascoltando senza esprimere chiaramente la nostra posizione, probabilmente non riusciremo ad essere abbastanza efficaci.
Abbiamo bisogno di un certo livello di auto-consapevolezza per trovare l’equilibrio tra questi poli opposti.
Essere visionari ma radicati nella realtà. La sfida è fornire ai team la “stella polare”, una visione chiara su dove vogliamo andare, restando nel contempo radicati nella realtà e concentrati su obiettivi elevati ma realistici e tangibili.
Essere flessibili ma prendere decisioni coerenti. In contesti di business in rapida evoluzione, le decisioni spesso devono essere adattate o sovvertite. Cambiare rotta in risposta a nuove informazioni è un punto di forza, non una debolezza, a condizione che le decisioni siano basate sia sui dati che sulle esperienze passate.
Ascoltare gli altri, ma essere chiari sul proprio punto di vista. Ascoltare attentamente gli altri prima di decidere è un buon approccio; il rischio infatti è di perdere preziose informazioni e conoscenze che risiedono nel team. Ma poi è importante essere chiari sul proprio punto di vista.
Alla fine, si tratta di avere un certo livello di consapevolezza di sé, in particolare riguardo alle nostre tendenze naturali, ai nostri punti di forza e di debolezza.
Se conosciamo veramente noi stessi, possiamo lavorare per sviluppare comportamenti che possano aiutare noi ed i nostri collaboratori a trovare la strada giusta tra questi poli opposti, seguendo un processo di osservazione, meditazione, pratica, apprendimento e miglioramento.
È più facile in teoria che in pratica, perché richiede di aver realizzato un percorso di conoscenza di sé che è fondamentale per essere un buon leader, ma l’esperienza è un’ottima maestra.